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Ultima modifica: 12 febbraio 2017

Il futuro è nella tecnologia quantistica

Il futuro è nella tecnologia quantistica  Notizia GARR

Il futuro è nella tecnologia quantistica

La Commissione Europea, nel 2016, ha pianificato un investimento di un miliardo di Euro nel progetto flagship “quantum technologies”, da introdurre nel 2018, con l’obiettivo di portare l’Europa all’avanguardia nella seconda rivoluzione quantistica , rafforzandone la leadership scientifica e l’eccellenza nella ricerca sui quanti e sulle tecnologie quantistiche.

La Quantum Technologies Flagship, facente parte del programma Tecnologie future ed emergenti (FET), sarà coordinata in Italia dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, avrà durata decennale e prevede la trasformazione degli eccellenti risultati europei ottenuti in molti settori di ricerca in opportunità tecnologiche concrete che possano essere adottate dall’industria.

La scelta europea di investire in progetti di ricerca in questo ambito sono spiegate nel documento “Quantum Manifesto: A new Era of Technology“, redatto da alcuni dei più importanti ricercatori europei nel campo della fisica dei quanti e sottoscritto da migliaia di ricercatori, policy makers, esponenti del settore industriale (In Italia il Manifesto ha raccolto l’adesione di 258 sottoscrittori tra scienza, industria e istituzioni) nel quale è affermato che una Seconda Rivoluzione Quantistica è alle porte e che l’ Europa deve partecipare da protagonista o essere consapevole che ne sarà tagliata fuori.

I princìpi della fisica quantistica sono stati scoperti nella prima metà del 900 da Plank, Bohr, Feynman e Einstein, ed hanno costituito la base per la prima rivoluzione quantistica, che nella seconda metà del secolo ha determinato le nuove regole che presiedono la realtà fisica.

La seconda rivoluzione quantistica utilizzerà queste regole per sviluppare nuove tecnologie: tecnologia quantistica dell’informazione, sistemi elettromeccanici quantistici, elettronica quantistica coerente, ottica quantistica e la tecnologia di materia coerente. Le particolarità della fisica quantistica non saranno semplicemente comprese ma usate ed ingegnerizzate per costruire nuovi dispositivi dalle prestazioni enormemente più grandi degli attuali.

Tommaso Calarco, direttore del Centro per le Tecnologie Quantistiche Integrate (IQST) dell’Università di Ulm e Stoccarda e membro del Comitato del Consiglio Nazionale delle Ricerche per il programma quantistico italiano, fa parte del “Expert Group su Quantum Technology Flagship” incaricato per proporre un’agenda strategica dell’iniziativa.

Il gruppo di esperti provenienti da tutta Europa dovrà adempiere al mandato ricevuto dalla Commissione Europea, proponendo tre elementi per lo sviluppo dell’iniziativa: raccomandazioni strategiche, modelli organizzativi e modelli di governo, avendo come punto di partenza la roadmap europea aggiornata per le tecnologie quantistiche. La prima bozza dell’agenda, sviluppata con un processo trasparente che è possibile seguire su www.qurope.eu, sarà probabilmente presentata entro la primavera del 2017,

A livello extraeuropeo, Cina e Stati Uniti stanno investendo pesantemente nella tecnologia quantica: la Cina ha presentato un piano che vale quattro volte la flagship europea e il presidente cinese è personalmente intervenuto incitando i colleghi cinesi a investire ora per raggiungere il primato.

Negli USA, la IBM, la Microsoft, Intel e Google stanno puntando moltissimo sul calcolo quantistico e intendono realizzarlo nei prossimi anni. A Google parlano della possibile realizzazione, entro un paio d’anni, del supremacy chip, il primo chip quantistico che realizzerà calcoli fino ad oggi impossibili da eseguire.

Negli ultimi 20 anni la Commissione europea ha sostenuto lo sviluppo della tecnologia quantistica, con un investimento complessivo di circa €550M. Nell’ambito di Horizon 2020, la Commissione già sostiene attivamente la tecnologia quantistica con il programma FET per il 2016-2017 e grazie a questo impegno l’Europa ha competenze scientifiche e tecniche mondialmente riconosciute. La comunità scientifica europea è già da tempo al lavoro per strutturare la sua attività in settori tecnologici come la comunicazione, il rilevamento, la simulazione e il calcolo.

Data pubblicazione 08/02/2017
Fonte GARR
Tag Scienze fisiche e ingegneria

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